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Approvato il regolamento IMU, confermate le aliquote.

L’aliquota per l’abitazione principale resta fissata allo 0,55%. Ancora polemiche per i debiti fuori bilancio delle precedenti amministrazioni

I contribuenti angresi tirano un sospiro di sollievo. Il Consiglio comunale ha infatti approvato, nella seduta di ieri svoltasi presso la Casa del Cittadino, il regolamento per l’applicazione dell’Imu, confermando di fatto tutte le aliquote già stabilite dall’Amministrazione Comunale per l’anno 2012. 

L’aliquota per l’abitazione principale e sue pertinenze resta quindi fissata allo 0,55 per cento, aliquota  che vale anche per gli anziani e disabili, proprietari o usufruttuari di immobili che sono ricoverati presso strutture sanitarie o di ricovero. L’aliquota per gli immobili concessi in comodato gratuito ai parenti di primo grado e destinati all’abitazione principale viene confermata allo 0,76 per cento e l’aliquota base resta allo 0.95 per cento.

Nella sua relazione, l’assessore al bilancio Giacomo Sorrentino “si è rammaricato per non aver potuto inserire nel regolamento ulteriori agevolazioni per alcune fasce di cittadini perchè la normativa statale non ha consentito tale possibilità.”

Nella stessa seduta sono stati riconosciuti ulteriori debiti fuori bilancio per circa 52mila euro risalenti alle gestioni delle precedenti amministrazioni. Per lo più si tratta di spettanze dovute ad avvocati per sentenze passate in giudicato e quindi esigibili da parte dei creditori. Debiti che sono stati riconosciuti dalla sola maggioranza con il voto contrario dell’opposizione. Decisione questa che ha scatenato la reazione (poi rientrata) del consigliere Marcello Ferrara,  stanco di continuare a votare ripianamento di debiti per provvedimenti che risalgono a molti anni addietro mentre di fatto l’opposizione se ne lava le mani votando contro. 

Il ragionamento di Ferrara, al netto del suo carattere focoso, è questo: “visto che i debiti sono maturati  sotto la gestione di altri Sindaci (Postiglione, La Mura e Mazzola) il loro riconoscimento e quindi l’assunzione di responsabilità (per evitare ulteriori danni all’Ente, etc...) dovrebbe appartenere a tutto il consiglio comunale e non solo alla maggioranza. Di diverso avviso la minoranza che ha confermato il voto contrario.

Il consiglio comunale ha poi approvato all’unanimità la modifica dell’art 3 dello Statuto Comunale per rendere l’acqua “bene comune”. Una disposizione simbolica per continuare a sostenere la lotta dei comitati dei cittadini che chiedono il ritorno alla gestione pubblica del servizio idrico.

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