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Ad Angri la nuova tassa dei rifiuti (Tares) non aumenterà di un centesimo rispetto alla Tarsu

«La Tares rimarrà invariata ad Angri rispetto alla Tarsu dell'anno scorso, e stiamo vagliando la possibilità di abbassare la tassa sui rifiuti per commercianti e liberi professionisti».

Importanti conferme sul fronte tassazione per gli utenti angresi, quelle annunciate domenica dal sindaco Pasquale Mauri.

«Stiano tranquilli i nostri concittadini - avverte Mauri - la nuova tassa sui rifiuti solidi urbani non aumenterà di un centesimo rispetto alla Tarsu, che è già tra le più basse in assoluto su tutto il territorio (con 2,58 euro al metro quadro per abitazione civile, ndr)». E ciò nonostante a livello nazionale si preannunci un aggravio di esborso rispetto alla Tarsu, in quanto questa nuova tassa comunale «sui rifiuti e sui servizi» dovrà coprire per intero sia la gestione dei rifiuti urbani avviati allo smaltimento, sia i cosiddetti «servizi indivisibili» (dall'illuminazione pubblica alla manutenzione delle strade).

Inoltre, Mauri preannuncia una buona notizia anche per i commercianti: «Con la giunta e gli uffici comunali preposti, è al vaglio l'ipotesi di una diminuzione della tassa per commercianti e liberi professionisti, in quanto ci sembra troppo esoso che debbano pagare dai 10 ai 14 euro al metro quadro per le loro attività».

 

Ultima modifica il Venerdì, 12 Settembre 2014 10:09

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Approvato il regolamento IMU, confermate le aliquote.

L’aliquota per l’abitazione principale resta fissata allo 0,55%. Ancora polemiche per i debiti fuori bilancio delle precedenti amministrazioni

I contribuenti angresi tirano un sospiro di sollievo. Il Consiglio comunale ha infatti approvato, nella seduta di ieri svoltasi presso la Casa del Cittadino, il regolamento per l’applicazione dell’Imu, confermando di fatto tutte le aliquote già stabilite dall’Amministrazione Comunale per l’anno 2012. 

L’aliquota per l’abitazione principale e sue pertinenze resta quindi fissata allo 0,55 per cento, aliquota  che vale anche per gli anziani e disabili, proprietari o usufruttuari di immobili che sono ricoverati presso strutture sanitarie o di ricovero. L’aliquota per gli immobili concessi in comodato gratuito ai parenti di primo grado e destinati all’abitazione principale viene confermata allo 0,76 per cento e l’aliquota base resta allo 0.95 per cento.

Nella sua relazione, l’assessore al bilancio Giacomo Sorrentino “si è rammaricato per non aver potuto inserire nel regolamento ulteriori agevolazioni per alcune fasce di cittadini perchè la normativa statale non ha consentito tale possibilità.”

Nella stessa seduta sono stati riconosciuti ulteriori debiti fuori bilancio per circa 52mila euro risalenti alle gestioni delle precedenti amministrazioni. Per lo più si tratta di spettanze dovute ad avvocati per sentenze passate in giudicato e quindi esigibili da parte dei creditori. Debiti che sono stati riconosciuti dalla sola maggioranza con il voto contrario dell’opposizione. Decisione questa che ha scatenato la reazione (poi rientrata) del consigliere Marcello Ferrara,  stanco di continuare a votare ripianamento di debiti per provvedimenti che risalgono a molti anni addietro mentre di fatto l’opposizione se ne lava le mani votando contro. 

Il ragionamento di Ferrara, al netto del suo carattere focoso, è questo: “visto che i debiti sono maturati  sotto la gestione di altri Sindaci (Postiglione, La Mura e Mazzola) il loro riconoscimento e quindi l’assunzione di responsabilità (per evitare ulteriori danni all’Ente, etc...) dovrebbe appartenere a tutto il consiglio comunale e non solo alla maggioranza. Di diverso avviso la minoranza che ha confermato il voto contrario.

Il consiglio comunale ha poi approvato all’unanimità la modifica dell’art 3 dello Statuto Comunale per rendere l’acqua “bene comune”. Una disposizione simbolica per continuare a sostenere la lotta dei comitati dei cittadini che chiedono il ritorno alla gestione pubblica del servizio idrico.

Ultima modifica il Giovedì, 24 Gennaio 2013 17:53

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Affitti, arrivano le istruzioni per l'uso della cedolare secca.

 

Cedolare: chi, quando e come.  L'Agenzia delle Entrate ha pubblicato i moduli e il software delle domande e ha chiarito alcuni punti dubbi. L'intervento del fisco era atteso. Per rendere concretamente operativa la cedolare seccasugli affitti e fare luce sui punti dubbi che ancora rimanevano, serviva un chiarimento dell'Agenzia delle Entrate. Che ora ha pubblicato sul suo sito le istruzioni per scegliere il regime di tassazione alternativo e inviare la comunicazione necessaria. Ecco i punti principali. Chi può richiederla Il regime della cedolare secca riguarda solo i privati, cioè le persone fisiche proprietarie di unità immobiliari abitative. In altre parole non è concessa a chi dà in affitto una casa come professionista, impresa o ente non commerciale. Un dubbio aperto riguardava il caso di comproprietari dello stesso immobile affittato. L'Agenzia chiarisce che l’opzione è esercitata distintamente da ciascun locatore e quindi chi non sceglie il regime della cedolare è tenuto al versamento dell’imposta di registro calcolata sulla sua parte del canone di locazione in base alla quota di possesso. Deve essere comunque versata l’imposta di bollo sul contratto. Per quali tipi di immobili Beneficiano della cedolare solo i contratti di locazione a uso abitativo, quindi solo per gli immobili nelle categorie da A1 a A11 esclusa l’A10 (uffici o studi privati) e le relative pertinenze se affittate congiuntamente. Come si sceglie L’opzione per la cedolare secca può essere esercitata in sede di registrazione del contratto compilando il modello semplificato Siria se: •  i proprietari e gli affittuari non sono più di 3, •  tutti i proprietari esercitano l’opzione per la cedolare secca, •  il contratto riguarda una sola unità abitativa e un massimo di 3 pertinenze. Il modello semplificato deve essere presentato in via telematica entro 30 giorni dalla firma del contratto utilizzando il software di compilazione messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate. Nei casi in cui non ricorrono i requisiti per utilizzare il modello semplificato va usato il Modello 69. Come si calcola La cedolare secca si calcola applicando un’aliquota del 21% sull'intero ammontare (non sull'85% come nel caso della tassazione ordinaria) del canone di locazione annuo. E’ prevista un’aliquota ridotta del 19% per i contratti di locazione a canone concordato ammessi  solo per i comuni con scarsa disponibilità abitativa (in pratica i capoluoghi di provincia e alcuni comuni degli hinterland metropolitani). Come si versa La cedolare deve essere versata entro il termine stabilito per il versamento Irpef (acconto e saldo). Per il 2011, l’acconto deve essere versato nella misura dell’85% e, a partire dal 2012, nella misura del 95%. Per l’acconto quindi il termine di versamento è: •  il 30 novembre se l’importo è inferiore a 257,52 euro (versamento in un’unica soluzione); •  il 16 giugno (40%) e il 30 novembre (60%) se l’importo è superiore a 257,52 euro (due rate). Quanto dura La durata dell'opzione e la revoca, automatica o meno, era un altro punto dubbio. Il fisco chiarisce che una volta fatta la scelta della cedolare vale automaticamente per l’intera durata del contratto, salvo la facoltà del proprietario di revocarla ogni anno (revoca che deve essere effettuata entro il termine previsto per il pagamento dell’imposta di registro relativa all’anno di riferimento). Il proprietario ha anche la possibilità di esercitare l’opzione successivamente all'inizio del contratto.

Ultima modifica il Giovedì, 24 Gennaio 2013 17:40

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