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Casa, dal mercato dei mutui giungono i primi segnali incoraggianti

Il 2012 per il settore dei mutui e gli italiani che speravano in un mutuo per i propri progetti di casa, si è rivelato un anno da dimenticare. Ora dopo ben 12 mesi di fermo arrivano i primi dati incoraggianti e finalmente nel primo semestre del 2013 il livello degli spread torna ad abbassarsi (ricordiamo che relativamente ad un prestito, lo spread è il differenziale, solitamente espresso in punti base, fra il tasso di interesse applicato e quello assunto come riferimento es. l'Euribor). Un trend positivo, che se accomunato anche all'attuale calo dei prezzi degli immobili, rende l'acquisto della prima casa una scelta possibile e non più solo un miraggio. A comunicare i primi dati sui segnali di ripresa del mercato dei mutui è stata l’Associazione Bancaria Italiana (ABI) che, nella sua analisi mensile, ha rilevato un abbassamento dei tassi ai minimi storici che non si verificava dal 2012. A giugno 2013 il tasso sui mutui per la casa si è attestato al 3,67%, una variazione annua pari a -3,1% rispetto allo stesso mese del 2012 che fa ben sperare. Questi dati vengono confermati anche dall'Osservatorio Mutui di MutuiOnline.it, dal quale emerge un calo generale degli spread medi rispetto ai picchi rilevati tra gennaio e luglio 2012. A distanza di un anno, infatti, la situazione è sicuramente migliorata, i tassi di riferimento delle banche sono tra i più bassi di sempre e alcuni istituti di credito hanno cominciato ad abbassare gli spread tanto che, tra le Banche che si possono confrontare su MutuiOnline.it, le migliori offerte hanno tutte spread inferiori al 3%, sia per i mutui a tassi variabile che per i mutui a tasso fisso.

Ultima modifica il Giovedì, 01 Agosto 2013 16:42

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Sospensione del pagamento IMU rata di giugno

Approvato decreto Imu in Cdm: congelata la rata di giugno, nessuno stop per immobili di pregio.

 Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto sul congelamento della rata Imu di giugno sulla prima casa e sul rifinanziamento della cassa integrazione in deroga. Banco di prova per il premier Enrico Letta, dopo una vigilia tesa per il primo Consiglio dei ministri operativo del suo governo. Il Consiglio dei ministri ha varato le decisioni su Imu e Cig, accanto agli annunciati tagli agli stipendi dei ministri-parlamentari e al rinvio della scadenza dei contratti dei precari della pubblica amministrazione da luglio a 31 dicembre 2013. «Come primo intervento viene sospesa la rata Imu che le famiglie dovevano pagare e non dovranno più pagare a giugno», ha detto il presidente del Consiglio Enrico Letta al termine del Cdm, confermando che entro il 31 agosto governo e maggioranza faranno la riforma dell'Imu. Fiducioso che l'Unione europea coglierà gli sforzi dell'Italia «Sono fiducioso che l'Unione europea coglierà gli sforzi che l'Italia sta facendo per rimanere virtuosa», ha detto il premier, Enrico Letta, al termine del Cdm. Il decreto varato oggi «ci da 100 giorni di tempo per articolare la riforma dell'Imu che è fondamentale perchè c'è bisogno di fiducia e di calo della pressione fiscale». Per Letta «c'è bisogno di fiducia e di far calare la pressione fiscale, ma serve anche uno stimolo all'economia reale» a partire dal mercato dell'edilizia che «è crollato» ma che è anche «un volano fondamentale». Dentro fabbricati rurali e terreni. Fuori gli immobili di pregio La sospensione dell'acconto Imu di giugno per la prima casa varrà per le abitazioni principali con le pertinenze, per le unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa adibite ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari, per gli alloggi Iacp regolarmente assegnati, per i terreni e i fabbricati rurali. Fuori dalla sospensione, invece, gli immobili di pregio, dunque ville, castelli e anche gli immobili signorili. «Dentro il testo c'è un'attenzione molto forte alle imprese perchè si indica fra le priorità» della riforma dell'Imu «la previsione di forme di deducibilità dell'imposta pagata sugli immobili» per attività produttive, ha detto il premier Enrico Letta nel corso della conferenza stampa al termine del Cdm.

Ultima modifica il Lunedì, 20 Maggio 2013 15:15

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Dalla Bce nuovi tassi allo 0,5%. Draghi: ecco le misure per sostenere la ripresa

 La Bce ha preso varie misure per fornire liquidità e per rilanciare i prestiti al settore privato. Lo ha detto il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, nella conferenza stampa al termine del Consiglio direttivo. La Bce, ha sostenuto Draghi, ha iniziato una fase di consultazioni con altre istituzioni per sostenere il mercato dei titoli garantiti da prestiti emessi dalle banche, in un'operazione tesa a facilitare i prestiti a famiglie e imprese, mentre il taglio dei tassi «dovrebbe sostenere la ripresa più in là» nel corso dell'anno, per il quale è necessario «intensificare le riforme strutturali».

«Condizioni del credito strette, subito unione bancaria» Tornando alla questione del credito, il presidente della Bce ha rilevato che le condizioni del credito nell'Eurozona «restano strette» e «le banche hanno registrato un aumento della percezione del rischio». Proprio in virtù di questo, ha aggiunto Draghi, «è essenziale che la frammentazione del sistema del credito si riduca ulteriormente», e da tale punto di vista è fondamentale «una rapida approvazione del meccanismo di supervisione bancaria unico e del meccanismo di risoluzione bancaria unico». Ritorno alla fiducia anche per Italia e Spagna Gli spread e gli squilibri nell'esposizione a Target2 dei Paesi sotto stress, inclusa Spagna e Italia, sono in calo e segnalano un ritorno di fiducia anche grazie alle misure della Bce, ha precisato Draghi. Tecnicamente pronti a tassi negativi ai prestiti alle banche Sulla possibilità di applicare tassi negativi ai prestiti alle banche la Bce «é tecnicamente pronta», ha detto Draghi, secondo il quale «ci sono alcune questioni con cui dobbiamo fare i conti prima di agire». Bce taglia tassi di 25 punti base, allo 0,50% Dopo nove mesi consecutivi di status quo, la Banca centrale europea ha rotto gli indugi e reagito al peggioramento del quadro economico dell'area euro con un taglio da 0,25 punti percentuali dei tassi di interesse dell'area euro. In questo modo il tasso sulle principali operazioni di rifinanziamento a favore delle banche commerciali scende al nuovo minimo storico dello 0,50 per cento. Anche più energico il taglio sul tasso sulle operazioni di rifinanziamento marginali. In questo caso è stato ridotto di 0,50 punti percentuali all'1 per cento. Infine, il tasso sui depositi che la Bce custodisce per conto delle banche è stato mantenuto a zero. La decisione è in linea con le attese prevalenti, anche se non tutti gli osservatori la davano per scontata, e avrà decorso a partire dal 8 maggio prossimo. L'ultima variazione dei tassi, anche in questo caso un taglio da 25 punti base, risale all'inizio del luglio 2012. Un mese fa il presidente Mario Draghi aveva segnalato l'orientamento alla possibile riduzione, spiegando che le decisioni sarebbero dipese dall'andamento dei dati economici. E da allora gli sviluppi sono stati deboli, specialmente dal versante dell'attività delle imprese e sul mercato del lavoro, con la disoccupazione media dell'area euro che al 12,1 per cento ha toccato un nuovo massimo storico. Intanto l'inflazione - contro la quale i tassi di interesse sono il principale strumento di contrasto - si è attenuata più del previsto all'1,2 per cento annuo ad aprile.

Ultima modifica il Giovedì, 02 Maggio 2013 15:22

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